Il Lido di Venezia è un luogo speciale. Chi ci arriva per la prima volta stenta a credere ai propri occhi. E’ un po’ Venezia e un po’ Jesolo, tanto per non andare lontano.
Al Lido, storia, arte, architettura vanno a braccetto con la laguna dei pescatori da una parte e la spiaggia dei vacanzieri dall’altra. Giardini esotici, grandi viali, borghi tradizionali, alberghi di classe, stabilimenti balneari fuori del tempo, angoli di natura ancora selvaggia… E’ un mix in grado di affascinare qualsiasi turista.
Per scoprirne gli angoli più nascosti e caratteristici ci vuole tempo e la bicicletta è il mezzo ideale. Come a Pellestrina, anche qui ci sono percorsi riservati che vanno da un capo all’altro dell’isola. Piccole deviazioni su strade secondarie permettono poi di arrivare ovunque. In pochi minuti è possibile passare dai banchi del pesce che trovi verso la laguna alle dune di sabbia che in alcuni punti dividono il mare e la spiaggia dal centro abitato. Zone selvagge che ti proiettano in un mondo di grande bellezza e in un contesto naturale ancora ben conservato.


Al Lido di Venezia, poi, chiunque può sentirsi George Clooney o Michelle Pfeiffer. Le scelte sugli attori sono solo una questione di età.
Quando arrivi nella zona del Palazzo del Cinema, del Casinò, dell’hotel Excelsior, qualcosa all’improvviso cambia e capisci di trovarti in un luogo particolare. Uno sguardo alle facciate dei palazzi da una parte, al lungomare dall’altra. Storia e salsedine. Gli oltre cento anni di vita dell’Excelsior, l’inconfondibile struttura architettonica del Palazzo del Cinema con l’immancabile leone e del Palazzo del Casinò rendono quest’angolo di Venezia originale e affascinante.

Tra le dune 
Sosta al faro
Affascinante come i divi che lo popolano in occasione della Mostra del Cinema. Sali sulla balconata che dà sul mare e puoi sentirti uno di loro e a quel punto è impossibile resistere alla tentazione del selfie.
Oppure puoi snobbare tutto e tirare dritto, per andare a caccia di scorci suggestivi nei vicini giardini disegnati tra ville e canali.
Poche pedalate e ti ritrovi in laguna. Davanti a te il Lazzaretto Vecchio e San Lazzaro degli Armeni, altri luoghi di un’altra epoca.
Mi dirigo verso l’aeroporto e il faro di San Nicolò. Sulla destra una una delle tante anacronistiche spiagge riservate ai militari che ancora esistono in Italia.
Uno sterrato porta all’area dei cantieri del Mose, da dove parte la lunga diga fino al caratteristico faro rosso, letteralmente in mezzo al mare. Dall’altra parte c’è Punta Sabbioni, di nuovo terraferma.





