Il trasporto delle biciclette sui traghetti della veneziana Actv funziona bene ed è economico. A Chioggia, splendida città, raggiante sotto lo splendido sole di giugno, m’imbarco al molo di piazzetta Vigo. La procedura non di immediata comprensione e immagino le perplessità dei cicloturisti stranieri. Le bici sono le benvenute sul traghetto ma a discrezione del comandante. Ciò significa che prima compro il biglietto per me e per la due ruote, poi salgo a piedi sull’imbarcazione per chiedere il benestare del capitano quindi, se lo ottengo, ridiscendo, convalido il biglietto e risalgo assieme alla bici.
Da quello che ho capito tutto dipende da quanto è affollato il traghetto, il che rappresenta un neo su un servizio che esiste sulla carta ma nella realtà non è garantito al cento per cento. Comprensibile la perplessità sulle facce di alcuni viaggiatori nordici, poco abituati ad una simile “elasticità”.
Il traghetto mi porta sino alla fermata del cimitero di Pellestrina, da dove comincia un bellissimo percorso in gran parte ciclabile che corre soprattutto sul lato interno dell’isola, offrendo meravigliosi scorsi sulla laguna.
La bicicletta si rivela il mezzo migliore per gustare la bellezza di quest’isola, un’autentica oasi di pace, dove arte, cultura, tradizioni e natura vanno a braccetto.
Il duomo di Ognissanti, il Santuario della Madonna dell’Apparizione, le chiese di Sant’Antonio, Portosecco e San Pietro Apostolo, edifici concentrati in pochi chilometri sono il segno della devozione degli isolani. Ma ogni angolo di questo luogo è caratteristico e tutto da scoprire, dalle osterie alle più semplici abitazioni, dai “murazzi” sul lungomare ai piccoli rimessaggi fino ai resti dei forti militari.
Nuovo traghetto e sono al Lido.






