20. Vino e salumi

A Carrion de los Condes fa così freddo che al mattino le auto sono coperte dalla brina e le pozzanghere in strada sono ghiacciate. Marzo pazzerello, aprile con l’ombrello… Ma non importa. I piedi fanno male ma volano e il mio spirito con loro. Mi aspetta un paesino dal nome suggestivo, Terradillos de los Templarios, e la fantasia vola già lontano.

Ma di leggendario nel villaggio c’è ben poco. Poche case e una chiesa chiusa.

L’ostello comunque non è male e porta un altro nome storico, Jacques de Molay, ultimo maestro dell’ordine del Cavalieri Templari, morto sul rogo a Parigi nel 1314. Tempi bui.

L’ostello è accogliente. Ceno con le due ragazze danesi grazie alle quale il mio sonnecchiante inglese diventa di giorno in giorno più fluido. In camera, accanto a me dorme un ultraottantenne olandese, professore di matematica in pensione, che gira l’Europa a piedi con lo zaino. Un autentico personaggio, maestro d’intelligenza e stile. Si segna su un taccuino i nomi di tutti i pellegrini che incontra… per non dimenticare, mi spiega. E il bello è che, come ho scoperto nei giorni successivi incontrandolo nuovamente, si ricorda i nomi di tutti.

Risveglio ghiacciato a Carrion
El Burgo Ranero

El Burgo Ranero è un luogo di passaggio. L’albergo municipal Domenico Laffi, gestito da volontari, è molto alla buona ma c’è tutto quello che serve.

E’ un ostello a offerta libera, dove ognuno dà quello che vuole o che può

Questo la dice lunga sull’ospitalità di questa zona della Spagna nei confronti dei pellegrini in viaggio per Santiago. La compagnia è buona. Passiamo la serata a bere e chiacchierare. In camera con me ci sono solo donne, inglesi, danesi, australiane… di tutte le età. Non è la prima volta che accade e non so perché. Probabilmente perché mi giudicano innocuo… Noto che mi riesce meglio fraternizzare con l’altro sesso. Con i maschi si parla del più e del meno, calcio, politica mentre con le donne… vado più in profondità.

Divido in due la lunga tappa da Burgo Ranero a Leon (38 chilometri) per avere più tempo da dedicare il giorno dopo alla visita della capitale della Castiglia e Leon, una delle più belle città spagnole.

Mansilla de las Mulas

Ci fermiamo a Mansilla de las Mulas, nell’albergue El Jardin del Camino, un posto accogliente con un bel giardino e un bar ristorante specializzato nei famosi insaccati della zona, per chi non ha problemi di settimana santa naturalmente. Sole e pioggia continuano a rincorrersi. Ed è proprio un acquazzone a fornirmi l’occasione per una visita alla chiesa di Santa Maria (anno 1220). La cittadina conserva fra l’altro anche un’alta cinta muraria.

Questa zona è celebre per le “bodegas”

Si tratta di cantine costruite sottoterra per conservare il vino e negli ultimi anni usate anche come luogo di ristoro per i turisti.

Da Mansilla a Leon il percorso segue in parte la strada principale, con relativo traffico che aumenta mano a mano che ci si avvicina alla grande città. L’ingresso del Cammino di Santiago a Leon è caratterizzato da un bel percorso pedonale con arditi sovrappassi su alcune importanti arterie stradali. Il percorso permette di vedere la parte più nuova della città, prima di addentrarsi nelle viuzze di uno splendido centro storico.

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