Santo Domingo de la Calzada è uno dei centri più caratteristici che s’incontrano lungo il Cammino. Ha più di mille anni di vita e la sua storia è legata a filo doppio proprio con il pellegrinaggio verso Santiago e ad un miracolo. Narra la leggenda che due galletti arrostiti tornarono in vita per confermare il miracolo con il quale San Giacomo aveva salvato un giovane impiccato ingiustamente, sostenendolo per la gambe. Da allora, nella chiesa del paese, c’è una gabbia con un gallo e una gallina vivi, dei quali si prendono cura gli abitanti del luogo e che rappresentano un’irresistibile attrazione per turisti e pellegrini.
La stupenda cattedrale, pennuti a parte, come del resto tutte quelle che s’incontrano lungo il Cammino di Santiago, merita ugualmente una visita. A Santo Domingo, dove dormo all’Albergue Cofradia del Santo in pieno centro, entro in sintonia con un paio di ragazze danesi con le quali passo la serata e che si riveleranno nei giorni seguenti delle splendide compagne di viaggio.


Una tappa di circa 23 chilometri in un falsopiano caratterizzato da campi di grano e ancora vigneti mi accompagna a Belorado, dove alloggio all’Albergue Quatro Cantones. Si passa per Viloria de Rioja, paese natale di Santo Domingo e una sosta la merita la chiesa parrocchiale di Redecilla del Camino. Il centro di Belorado è ricco di monumenti ma pioggia e freddo rendono il tutto un po’ meno interessante.
Neppure il caffè al bar della piazza centrale riesce a scaldarmi.
L’ostello è piccolo ed accogliente e la padrona di casa è un’ottima cuoca e la cena è l’occasione per condividere un paio d’ore in allegria con altri pellegrini.
Sono stanco e decido di alleggerire lo zaino. Così, lascio nell’ostello una sacca cerata e i pantaloni della tutta nuovi. Due, tre etti? Forse, ma mi sento già più leggero!




