Cameron Highlands può essere considerata la “montagna” per eccellenza dei malesi. Il clima e la conformazione morfologica rendono quest’area una meta turistica frequentata quasi tutto l’anno, anche se naturalmente con l’autunno l’affluenza cala. Le Cameron Highlands si trovano a circa 150 chilometri a nord di Kuala Lumpur, in una zona montuosa che supera i 1400 metri di altezza e nella quale la temperatura oscilla più o meno tutto l’anno fra i 13 e i 23 gradi. Notti fresche e giornate gradevoli, quindi, anche se l’umidità non dà molta tregua neppure qui.
La zona è raggiungibile anche in treno, con la ferrovia che collega Singapore alla Thailandia attraversando tutta la Malesia. La stazione più vicina è a Kampar, da dove bisogna proseguire in taxi e o in bus.Questo è il motivo per cui la maggior parte dei viaggiatori si muove in corriera. Proprio i bus rappresentano il mezzo di trasporto più diffuso ed economico del Paese. Una rete abbastanza capillare permette di raggiungere tutte le principali località. I collegamenti vengono ridotti in bassa stagione. Il viaggio non sempre è comodo.Una curiosità: come in aereo, ogni sedile è dotato di un sacchetto in nylon da usare in caso di necessità.


Il territorio in prevalenza montuoso e le strade non sempre perfettamente tenute rendono spesso il viaggio disagevole costringono le corriere a viaggiare lentamente. A volte si ha l’impressione contraria e cioè di andare a manetta,ma si tratta appunto per lo più di un’impressione perché in realtà, a conti fatti, le medie sono molto basse. In ogni caso,nella guida, gli autisti non sembrano preoccuparsi più di tanto del benessere dei passeggeri. Con una media che raramente supera i cinquanta chilometri all’ora, ogni viaggio può diventare una piccola agonia.
Sull’altro lato della medaglia mettiamo la possibilità di gustarsi il paesaggio, di viaggiare fianco a fianco con i locali, di fermarsi in caratteristiche “aree di sosta” zeppe di baracchini che cucinano al momento piatti tradizionali e specialità del luogo a prezzi quasi ridicoli, per i nostri standard ovviamente.
Nella periferia di Kuala Lumpur c’è una grande stazione, il Terminal Bersepadu Selatan, da dove partono corriere per ogni parte del Paese. Da qui a Tanah Rata, il centro più importante di Cameron Highlands, ci vogliono quasi quattro ore. Non poco.
A Tanah Rata ho soggiornato nella De Native Guest House, da consigliare se si vuole provare l’ebbrezza di passare la notte ai margini della giungla,ascoltandone rumori e silenzi. Si dorme in suggestivi bungalow dai servizi essenziali, ma l’ospitalità è doc e alla sera si può chiacchierare, bere e cantare seduti attorno ad un fuoco di tronchi di bambù. Per chi è abituato agli ostelli, ci sono anche dei dormitori.
Sulle montagne attorno alla cittadina la giungla domina, ma nei declivi meno impervi lascia il posto ad estese piantagioni di the, coltura per cui l’area è famosa. Ci sono fattorie ovunque e alcune aprono le porte al visitatore per mostrare la propria produzione e i metodi di coltivazione.
L’area è molto frequentata dagli escursionisti, in quanto esiste una fitta rete di jungle treks. Si tratta di sentieri di varia lunghezza e difficoltà che permettono di addentrarsi nella giungla, scoprendone la rigogliosa flora e ammirando alcuni animali caratteristici come le grandi e colorate farfalle. I percorsi non sono sempre segnati benissimo, ma perdersi è in ogni caso difficile.
Anche qui, uno dei passatempi più diffusi è quello di mangiare e infatti il luogo pullula di ristoranti, più o meno grandi, più o meno di classe,dove mangiare malese, cinese, indiano… Ovunque si beve the,naturalmente.
Ad una cinquantina di chilometri a nordest di Tanah Rata c’è Ipoh, una delle grandi città della Malesia, abitata in prevalenza da cinesi e famosa per le sue grotte di calcare. Una meta turistica quasi obbligata per i molti turisti diretti verso Penang e l’isola di Langkawi.





