Da San Martin del Camino ad Astorga il Cammino di Santiago ridiventa interessante anche dal punto di vista paesaggistico. A Hospital de Orbigo si attraversa un celebre ponte in pietra costruito nel 1300 e legato a tante leggende.
Appena uscito da Villares de Orbigo, in un viottolo di campagna, incontro un cane al quale non piaccio.
Mi si avvicina abbaiando furiosamente.
Ho paura e seguo le istruzioni. Faccio finta di niente e tiro avanti per la mia strada. La bestia non molla. E’ lì a un paio di metri dai miei polpacci. Lo ammetto, non sono pratico di cani e per una serie di vicissitudini giovanili, preferisco tenermene alla lontana. E’ una di quelle situazioni di cui avevo letto in qualche guida prima di partire. In Spagna ci sono molti cani randagi, ma basta lasciarli stare. Ok, seguo le istruzioni, ma chi sa se sono quelle giuste! La paura non mi molla, però continuo a camminare. Nel frattempo, visto che mi sta davvero rompendo le scatole e che in fin dei conti sono più grande di lui, tiro fuori il coltello a serramanico che tengo in una tasca e lo apro, così perché non si sa mai.


Chi ama i cani dice che loro sentono che tu hai paura e si comportano di conseguenza, quindi… Quindi niente! Non me ne frega nulla di quello sentono i cani, di quel che sente quel cane in particolare e di come dovrei sentirmi e comportarmi io per farlo star meglio. Lui abbaia forsennato e io… faccio altrettanto. Mi giro di scatto con il coltello in pugno e urlo incazzato nero, pronto a tutto. Mi morderà, certo, però… La reazione del cane è per me inattesa. Si blocca, smette di abbaiare e arretra di qualche passo. Ci guardiamo in silenzio. Dopo un po’ mi giro e faccio qualche passo. Lui si rimette ad abbaiare. Io mi rigiro e a quel punto lui si allontana. Penso all’irrazionalità del mio comportamento.
Cerco di riflettere, con un pizzico di intelligenza, ma non ne vengo fuori. Penso al demoniaco cane nero del romanzo di Coehlo sul Cammino di Santiago. So che, se mi ritrovassi nella stessa situazione, ancora una volta non saprei che fare. Forse devo seguire un corso di approccio con i cani randagi…

Nell’attesa, mi ripropongo di cercare un buon bastone da cammino
La strada comincia a salire in un suggestivo e solitario paesaggio collinare, in un alternarsi di boschi di conifere e appezzamenti coltivati, tra i quali a tratti lo sguardo può spingersi lontano, a nord, verso lontane cime innevate. Sul sentiero per Astorga, poco prima di San Justo de la Vega, passiamo accanto ad un’area di riposo molto caratteristica e colorata. Si tratta di un vecchio complesso rurale recuperato in qualche modo da un pellegrino, dove ci si può riposare e si possono fare degli acquisti.
La Cruz de Santo Toribio è un altro luogo caratteristico del Cammino. C’è una grande croce, oltre la quale si apre uno splendido panorama su Justo de la Vega e quindi su Astorga, la meta.


