Il Sentiero degli Ezzelini è uno dei percorsi più belli tra quelli realizzati negli ultimi anni in Veneto. E’ splendido da percorrere a piedi o in bicicletta e, a mio avviso, deve il suo fascino al fatto di essere disegnato, pur in un’area altamente urbanizzata, in una parentesi naturale lontana dalla frenesia che ci avvolge quotidianamente. Sul Sentiero degli Ezzelini sei “fuori” dal mondo, ma il mondo in realtà è lì a due passi.
In poco più di settanta chilometri collega la Pedemontana del Grappa a Castelfranco Veneto e permette poi di proseguire verso Padova, seguendo gli argini dei torrenti Lastego e Muson.
Si tratta di un percorso prevalentemente pianeggiante, che può diventare un tantino impegnativo nella sua parte settentrionale quando attraversa il territorio di Asolo, Fonte, Crespano e Paderno.
Da Pagnano a Castelfranco porta alla scoperta di alcuni deliziosi angoli della campagna trevigiana, tra fattorie e campi coltivati, in un un contesto naturale di assoluto rilievo. Passa accanto a ville, si immerge in oasi naturalistiche, permette soste in aree attrezzate.


Passata Castelfranco, il paesaggio si apre sulla pianura veneta in un alternarsi di campi, case contadine, fabbriche, paesi più o meno grandi. La ciclabile corre sempre sull’argine del torrente e di tanto in tanto lo attraversa, in un contesto un po’ più monotono.
Il Sentiero degli Ezzelini, dopo Resana, continua sulla ciclabile del Muson dei Sassi. Nella zona di Camposampiero incrocia la Treviso – Ostiglia, ciclopista in fase di ultimazione lunga circa 120 chilometri che ricalca il tracciato di una vecchia ferrovia di guerra
Si prosegue fino alle porte di Padova, zona Mejaniga, dove è possibile proseguire su tre direttrici: centro della Città del Santo; argine del Brenta verso nord ovest in direzione di Limena, Piazzola e Fontaniva; argine sinistro del Brenta verso sud est e Stra.
Il mio giro prosegue proprio in questa direzione.

Ponte sul torrente Muson 
La campagna di Spineda 
L’oasi dei due torrenti 
Villa Caprera a Castello di Godego
